Affinché comprendiate dove e in che modo sia nato l'errore di chi ricusa il piacere e loda il dolore,
chiarirò tutta la questione e spiegherò quanto fu detto da colui che scoprì la verità e può dirsi l'architetto della vita serena.
In vero, nessuno disprezza, odia o rifugge il piacere in quanto tale, ma per via del grande dolore che affligge chi non sa inseguire il piacere in maniera ragionevole.
E viceversa non vi è alcun individuo che ami, persegua o voglia raggiungere il dolore in quanto tale, ma perché talvolta capita che si cerchi il piacere attraverso fatica e dolore.
Nelle piccole cose, per esempio, chi di noi intraprende un esercizio fisico faticoso se non per ricavarne un qualche beneficio?
E d'altra parte chi potrebbe biasimare colui che cerchi quel piacere cui non segue alcun fastidio, e colui che scansi quel dolore che non genera alcun piacere?

Io sono un paragrafo.
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1. Perché proprio un bivio? Perché disegnare proprio un bivio in fondo a una strada dritta? Che la penna fosse nera, lo capisco. Ma quella strada, disegnata stretta e lunga, fino a un bivio secco, si va di qua o di là, come se vi fosse una sola possibilità oppure quella opposta. Le penne rosse o blu sono difficili da trovare in carcere. Da una parte le compagnie innocue, una ragazza conosciuta a scuola, amici di famiglia, la parrocchia, un lavoro onesto e massacrante in una cucina (la finestra con inferriata aperta su una strada laterale). Dall'altra tutto il resto. Le penne dall'inchiostro nero sono più facili da trovare. Ciò che non capisco è il motivo per ridurre tutto a un bivio, a un incrocio secco tra due vie diverse, davvero non me lo spiego. È così facile perdersi, sono molte le traverse, le semicurve, i passaggi, i sottopassaggi. Occorre buona mira e senso dell'orientamento. Ma quello disegna un bivio in fondo a una strada, poi un cerchietto a un centimetro dall'incrocio, per raccontare il momento esatto in cui, potendo scegliere da che parte voltarsi, scelse la luce dorata del benessere, invece della penombra cristiana. Com'è evidente, non vi fu alcun momento preciso né alcun bivio, e la luce non si trovava sulla strada. Perciò non risposi nulla, lo guardai senza dire alcunché, solo per un istante provai una profonda compassione dei figli cresciuti durante la detenzione, lo squallore della loro vita e lo squallore della vita di chi li giudicava per colpa del padre.